Quando la poesia tace, il silenzio sembra avere un peso diverso.

Da anni non scrivo più poesie,
e credevo fosse un vuoto:
una stanza senza luce,
un foglio che non mi voleva.

Poi ho riletto me stessa.
Le mie erano poesie nate dal tormento,
figlie di un dolore fedele
che mi teneva stretta
anche quando sussurravo: “basta”.

Scrivevo per respirare, per non crollare,
per dare un nome all’ombra
e non farmi inghiottire.

E oggi… oggi è diverso.
Oggi non ho più fame di ferite,
non cerco più il fondo
per dimostrare che esisto.

Da quando Giuseppe è entrato nella mia vita
ho trovato un amore vero,
che non mi chiede di soffrire
per sentirmi viva.

Sono serena,
sono felice,
sono innamorata
senza dovermi difendere.

E forse è questo il motivo per cui la poesia tace:
non perché se ne sia andata,
ma perché finalmente riposa.

Questa poesia fa parte della 2ª edizione dell’antologia Immaginando l’amore.

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