Ci sono luoghi nei quali si torna con la sensazione di non essere più la stessa persona che li aveva attraversati la prima volta. Per me, il concorso letterario Raccontami una storia rappresenta uno di quei luoghi.
Un anno fa ero arrivata alla premiazione con l’emozione di chi aveva finalmente trovato il coraggio di mostrare agli altri una parte di sé rimasta nascosta per troppo tempo. Oggi ci sono tornata con un percorso diverso alle spalle e con la consapevolezza che quella prima vittoria aveva cambiato davvero qualcosa nella mia vita.
Notti magiche si è classificato al quarto posto nella sezione “Come eravamo” della quarta edizione del concorso, ricevendo anche il Premio speciale “La Stanza Magica”.
Quando ho sentito pronunciare il mio nome, l’emozione non è stata legata soltanto al risultato. In quell’istante ho ripensato alla Jessika di un anno fa, a quanto fosse impaurita all’idea di esporsi e a quanta strada abbia percorso da allora.
Le storie mi hanno accompagnata per gran parte della mia vita, ma per molti anni sono rimaste chiuse nei cassetti o affidate soltanto a pagine che nessun altro avrebbe letto. Scrivere mi veniva naturale; lasciare che qualcuno leggesse ciò che avevo scritto, invece, era molto più difficile.
Significava espormi, accettare il giudizio e mostrare qualcosa che sentivo profondamente mio.
La vittoria ottenuta un anno fa proprio in questo concorso è stata la spinta che mi serviva. Qualcuno aveva letto le mie parole, le aveva comprese e aveva deciso che meritavano di essere premiate. Per la prima volta ho pensato che forse quelle storie non dovessero restare soltanto mie. Da quel momento è iniziata davvero la mia avventura da autrice.
In un solo anno ho pubblicato, incontrato lettori, raccontato i miei libri, partecipato a interviste e presentazioni e, soprattutto, ho continuato a scrivere. Ho imparato a convivere con i dubbi, perché quelli non scompaiono mai del tutto, ma anche a non permettere più alla paura di decidere al posto mio.
Tornare a Raccontami una storia e ricevere un nuovo riconoscimento è stato, quindi, molto più di un quarto posto. È stato come chiudere un cerchio e, nello stesso momento, aprirne un altro.
Ringrazio la giuria, gli organizzatori e la Fondazione Onlus L’Arcobaleno di Elena per aver accolto ancora una volta le mie parole e per avermi regalato una nuova emozione.
Alcuni premi ci rendono felici per il traguardo raggiunto. Altri assumono un valore più profondo, perché ci ricordano il punto esatto dal quale siamo partiti.
Questo concorso, per me, sarà sempre entrambe le cose.
Un riconoscimento da custodire e il luogo in cui ho trovato finalmente il coraggio di credere nella scrittrice che ero sempre stata.
