L’ansia della prima intervista (e quel posto in cui mi sento più al sicuro)

Oggi ho l’ansia della mia prima intervista. Non l’ansia “da evento”, quella che passa con un respiro profondo e due sorrisi. È un’ansia più sottile: quella di dover uscire dal luogo in cui mi sento più competente. Perché io, lo so, sono più brava a scrivere che a parlare. In effetti, la mia prima intervista rappresenta un vero cambiamento per me.

Quando scrivo posso scegliere le parole con calma. Posso tornare indietro, togliere, aggiustare, ascoltare il ritmo di una frase finché non suona come voglio.

La scrittura mi dà tempo. È come una stanza silenziosa in cui posso entrare, chiudere la porta e mettere in ordine anche le emozioni.

Parlare, invece, è un’altra cosa. È presente puro: arriva e scorre. È senza rete, senza possibilità di tornare indietro. Le frasi escono una sola volta, e devi fidarti del momento, della voce, di te.
E il rischio che mi spaventa non è “sbagliare”, ma non riuscire a farmi capire davvero. È avere tanto dentro e sentire che, nel momento decisivo, si incastra in gola.

Eppure c’è una parte di me che sa che questa agitazione non è un difetto.

È il segno che ci tengo.

È la prova che per me le parole non sono un accessorio, ma un modo di stare al mondo.

Sto cercando di ricordarmi questo: non devo essere perfetta, devo essere vera.
Non devo “performare”, devo raccontare.

E se la voce trema un po’, non significa che non sono pronta. Significa solo che ci sto mettendo il cuore. Allora oggi mi concedo un compromesso semplice, porto con me la scrittura, anche se devo parlare.
Mi segno tre cose fondamentali che voglio dire.

Tre appigli. Tre frasi che mi riportano a casa.

E poi… vediamo come va. A questo punto, la mia prima intervista diventa anche un’opportunità di crescita.

Perché forse, in fondo, anche parlare è una forma di scrittura, solo più viva, più esposta e forse più umana. In conclusione, vivere questa intervista mi aiuta a capire meglio me stessa.

E tu come ti senti quando devi parlare di qualcosa che ami? Ti viene più naturale scrivere o raccontare a voce?

Se ti va di restare in contatto, puoi seguire il mio blog: pubblico racconti, riflessioni e frammenti di memoria. Se c’è qualcosa che vuoi che racconti, un tema, un ricordo, una curiosità, scrivimi: mi piace costruire il blog anche insieme a voi.


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