Tra i Sette, Elohim è il più distante dall’umano.
Non si abbassa. Non cade. Non tradisce.
È per questo che la sua presenza è silenziosa e la sua assenza, catastrofica.
Quando l’equilibrio si incrina, non è Elohim ad agire: è il cosmo stesso che grida.

Quando il mondo non aveva peso e il tempo non osava scorrere, Elohim era già desto.
Figlio di Azur e di Alida, non cercò mai la voce degli altri Auris.
Mentre essi provavano la fiamma, il canto, il desiderio, egli rimaneva nel silenzio, tracciando linee nello spazio nascente, verificando come la materia si piegasse attorno a esse. Alcune geometrie collassavano, altre resistevano. Da quei tentativi nacquero le prime forme stabili dell’universo.
Elohim comprese presto che il caos non andava distrutto, ma contenuto. Fu lui a incidere i vincoli che reggono gli astri, stabilendo distanze, rotazioni e limiti oltre i quali nulla poteva esistere senza annientarsi.
Le leggi della natura presero forma come conseguenza di quelle incisioni, non come imposizioni, ma come equilibri necessari. Quando venne istituito il Trono dei Sette, Elohim non lo reclamò né lo rifiutò. La sua autorità era già evidente: tutto ciò che esisteva si muoveva secondo regole che portavano il suo segno. Sedette tra gli Auris non come sovrano, ma come garante della stabilità del creato.
Da allora rimase legato alle leggi che aveva scritto. Non poteva infrangerle né modificarle, nemmeno per compassione. Il suo compito non era scegliere, ma mantenere. Ed è per questo che, quando l’equilibrio si incrina, Elohim non interviene: è il cosmo stesso a reagire, seguendo regole incise molto tempo prima.
I primi Angeli
Quando Abenon generò i Demon dalla propria ombra, l’equilibrio del creato si spezzò per la prima volta. Non fu la nascita di nuove creature a turbare Elohim, ma il principio che le aveva generate: non più la necessità, ma il rancore.
Abenon venne esiliato, ma non sarebbe bastato, poiché per ogni ombra generata doveva esistere una forza contrapposta, non per distruggerla, ma per contenerla. Così, per la prima volta Elohim non incise una legge ma creò una stirpe.

Gli Angeli nacquero come scintille perfette della Volontà originaria. Non erano semplici servitori, ma esseri completi, dotati di forma, coscienza e immortalità. In loro convivevano giustizia e compassione, forza e discernimento.
I primi a vedere la luce furono Lucifero e Mixael, forgiati dallo stesso respiro di Elohim. Due fratelli, gemelli nella nascita e diversi nello sguardo, uniti dalla luce ma destinati a percorrere sentieri differenti.
Dopo di loro, anche gli altri Auris generarono Angeli secondo la propria indole. Ma fu Elohim a compiere il primo passo, legando per sempre il proprio nome non solo alle leggi del cosmo, ma alle creature chiamate a custodirle.
«L’errore… è il primo passo verso la verità, se lo si comprende. E dal riconoscimento della colpa nasce il perdono.»


“Se vuoi, lascia la tua voce.”