Lucifero fu il primo Angelo creato da Elohim, la prima scintilla generata per ristabilire l’equilibrio dopo la nascita dell’ombra. In lui si concentrarono armonia e volontà, luce e comprensione, una forma capace non solo di esistere, ma di guidare.

Gli Angeli possedevano il dono dell’arte, della scienza, della parola e del sogno. Dalle loro abili mani sorsero i primi insediamenti, villaggi intrecciati alla natura, dove pietra e luce convivevano, dove l’acqua cantava tra le architetture e la musica era parte stessa dello spazio.
Quei luoghi fiorirono rapidamente in città d’argento, opere di una bellezza tale che nessuna costruzione umana potrebbe mai eguagliarne la grazia. Palazzi come canti solidificati, torri di cristallo, cupole capaci di riflettere le stelle anche in pieno giorno, creazioni nate dall’armonia.
Quando la corruzione di Infernus giunse ad Atlas, la ferita attraversò il cuore del mondo, e quella terra un tempo indivisa si lacerò in due regni, Eden e Walfer.
Eden fu affidato a Lucifero, e rimase il cuore della luce e della conoscenza. Non era un dominio fondato sul comando, ma sulla comprensione. Ogni creatura era parte del tutto, rispettata e ascoltata, e la conoscenza fluiva libera come un fiume senza argini.
Lucifero regnava con saggezza e cuore aperto. Era giusto e compassionevole. Non imponeva la sua volontà ma la condivideva. Non governava attraverso la paura, ma attraverso l’esempio. I suoi sudditi non lo onoravano per timore, ma per gratitudine, riconoscendo in lui non un sovrano distante, ma una guida capace di ascoltare e comprendere.
Il portatore di Luce
Quando gli Auris compresero che la loro creazione poteva essere nuovamente minacciata, riconobbero una verità più profonda, ogni creatura dotata di libero arbitrio, anche se nata per custodire la Luce, poteva deviare. Neppure Cerbero, il Primogenito del Fuoco, custode della Legge e dei Confini tra i Mondi, era immune a tale possibilità. Fu allora che gli Auris compresero che il potere non doveva appartenere a chi era più forte, ma a chi fosse capace di gestire l’equilibrio e Lucifero era l’unico in cui la Luce era coscienza e non dominio. Era giusto

senza essere inflessibile, saldo senza essere crudele. In lui convivevano conoscenza e ascolto, autorità e rispetto. Per questo venne scelto come Portatore di Luce.
Gli Auris legarono Cerbero a Lucifero, non come servitore, ma come contrappeso vivente, la Legge vincolata alla coscienza, il Fuoco affidato alla saggezza, la Forza incatenata alla responsabilità.
Finché Lucifero fosse rimasto saldo, Cerbero non avrebbe mai potuto deviare. Finché la Luce fosse stata portata con cuore puro, i Draghi sarebbero rimasti piegati all’Equilibrio.
Così nacque il Vincolo.
«Non c’è nulla di più sacro della vita. E se un giorno dovrai combattere, fallo solo per difendere ciò che ami — mai per distruggere ciò che temi.»


“Se vuoi, lascia la tua voce.”