Ci sono poesie che nascono dal dolore, e altre che arrivano quando quel dolore ha già iniziato a trasformarsi. Questa poesia, per me, parla proprio di questo: del freddo che sembra eterno, e della forza silenziosa con cui, a volte, si ricomincia a fiorire.
Un altro inverno è passato,
giunge la primavera.
Quell’albero che credeva di non sopravvivere
inizia a fiorire di germogli.
È cresciuto, le sue radici ora sono più forti.
Ora sa, che altri inverni giungeranno,
ma non si abbatte per questo,
vivrà ancora molte stagioni.
Vedrà burrasche e temporali,
ma ci saranno anche giornate di sole.
Di nuovo si spoglierà e patirà il freddo.
Ma dopo ogni gelata si sentirà sempre più forte.
Questa poesia fa parte della 2ª edizione dell’antologia Immaginando l’amore.


“Se vuoi, lascia la tua voce.”