Al centro di Aura di Paura c’è Alessia Venturi.
Una donna forte, razionale, determinata. Un’avvocata brillante, abituata a misurare le parole, a leggere le persone, a prevedere le mosse degli altri prima ancora che vengano compiute.
Ha costruito la propria vita sulla disciplina, sull’autocontrollo, sulla necessità di non mostrarsi mai fragile. Per lei ogni cosa deve avere un ordine, una spiegazione, una risposta. Ogni emozione deve restare al suo posto. Ogni paura deve essere dominata prima ancora di poterle dare un nome.
Ma è proprio quando crede di avere tutto sotto controllo che qualcosa comincia a incrinarsi.
Un incontro inatteso.
Un ricordo che riaffiora.
Un messaggio anonimo.
Una sensazione sottile, disturbante, che torna dal passato e che non dovrebbe più avere voce.
Scrivere Alessia è stato come camminare su una linea sottile: da una parte la sua forza, la sua lucidità, la sua capacità di imporsi in un mondo che non perdona esitazioni; dall’altra le ferite che ha imparato a nascondere così bene da convincersi, forse, di non averle più.
Volevo una protagonista capace di tenere testa agli altri, ma non immune a se stessa. Una donna apparentemente invincibile, costretta pagina dopo pagina a confrontarsi con ciò che ha sepolto, evitato, controllato troppo a lungo.
Perché il vero punto non è quanto siamo forti quando tutto resta al proprio posto.
Il vero punto è cosa accade quando quel posto comincia a crollare.
E Alessia, in Aura di Paura, dovrà scoprirlo nel modo più difficile: quando la razionalità non basta più, quando il passato torna a bussare e quando anche la casa, il luogo che dovrebbe proteggerla, comincia a sembrare meno sicura di quanto credeva.
Aura di Paura sarà presto disponibile.
Nel frattempo, continuerò a portarvi dietro le quinte di questa storia, tra personaggi, ombre, segreti e paure che non sempre restano dove le abbiamo lasciate.


“Se vuoi, lascia la tua voce.”