Ci sono personaggi che entrano in una storia in silenzio.
Altri, invece, arrivano come una frattura.
Javier Romano appartiene a questa seconda categoria.
In Aura di Paura, Javier non è soltanto l’uomo che irrompe nella vita di Alessia Venturi. È ciò che rompe l’ordine. È la presenza che incrina le sue difese, che la costringe a guardare dove non vorrebbe, che porta con sé una tensione difficile da ignorare.
Javier è un commissario di polizia. Un uomo abituato a muoversi dentro l’ombra degli altri, a leggere la paura nei dettagli, nei silenzi, nelle bugie dette troppo in fretta. Ma non è un personaggio lineare, né rassicurante.
Ha qualcosa di magnetico e inquieto.
Una parte di lui sembra offrire protezione.
Un’altra sembra portare il pericolo ancora più vicino.
Ed è proprio questa ambiguità a renderlo centrale nella storia.
Tra Javier e Alessia non volevo costruire un legame semplice. Non una relazione prevedibile, né una salvezza immediata. Volevo qualcosa di più instabile, più umano, più pericoloso: un incontro fatto di attrazione e diffidenza, desiderio e paura, vicinanza e resistenza.
Perché Javier non arriva nella vita di Alessia per tranquillizzarla.
Arriva per destabilizzarla.
Per costringerla a ricordare.
Per metterla davanti a ciò che ha sepolto.
Per mostrarle che non tutto può essere controllato, previsto, dominato.
Aura di Paura sarà presto disponibile.
Nel frattempo, continuerò a portarvi dietro le quinte di questa storia, tra personaggi, segreti, desideri e ombre che non sempre restano al loro posto.


“Se vuoi, lascia la tua voce.”